ATTIVITA' ASSOCANAPA S.R.L.


A fronte delle previsioni europee di incremento esponenziale del consumo di fibre naturali in Europa e dell'inerzia dell'industria, che acquista quantitativi sempre crescenti di fibre vegetali dai paesi in via di sviluppo e che, nonostante i solleciti di Assocanapa e delle istituzioni pubbliche, si è dimostrata assolutamente non disposta ad investire nella prima trasformazione del prodotto coltivato in Italia e per cercare di superare il gap tecnologico causato dal fatto che la coltivazione della canapa nel nostro paese era rimasta interrotta per circa 50 anni, alcuni dei nostri associati hanno dato vita a fine 2002 ad Assocanapa s.r.l., per disporre di un soggetto che potesse operare nella realtà produttiva e in particolare da un lato per riprodurre in Italia le varietà italiane recuperate o prodotte ex novo ed inserite nell'elenco delle varietà coltivabili nell'UE, dall'altro lato per cercare di costruire macchine in grado di fornire almeno la fibra "tecnica", anche se non abbiamo mai dimenticato l'impiego più nobile della canapa, quello tessile, in ciò sollecitati dal continuo interesse manifestato dalle maggiori griffes italiane per tessuti di canapa di produzione italiana.

Nel perseguimento degli obiettivi indicati sopra, nel 2003 Assocanapa srl ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'autorizzazione ad operare come ditta sementiera e nel 2005, con alcuni contratti di coltivazione e grazie anche ad una mietitrebbia con battitore longitudinale e testata modificati per la raccolta del seme di canapa nel contesto di un progetto realizzato con il contributo della Regione Toscana, è riuscita per la prima volta ad ottenere in Piemonte un quantitativo significativo di seme della varietà Carmagnola (che fino ad oggi continua a dimostrarsi la varietà più adattabile e con maggiore resa in bacchetta).

Mentre lavorava sul recupero e la raccolta del seme di canapa, Assocanapa ha in contemporanea lavorato anche alla costruzione di prototipi di macchine che fossero in grado di ottenere una prima separazione della fibra dal canapulo con costi di investimento alla portata dei contoterzisti o di grandi aziende agricole o di gruppi di agricoltori associati.
Siamo stati "costretti" ad occuparci degli aspetti della meccanizzazione della lavorazione, indispensabili per la costruzione della filiera perché:
  • i due impianti esistenti in Italia potenzialmente in grado di separare fibra dal canapulo non erano attivi
  • il far viaggiare una materia povera come le rotoballe di bacchetta di canapa verso un impianto lontano è antieconomico e scorretto sotto il profilo ambientale.
  • la spesa necessaria per la costruzione di un impianto costituiva un deterrente insormontabile all'avvio della prima trasformazione in un momento in cui ancora non era possibile stimare con buona approssimazione le potenzialità della canapa come materia prima naturale per l'industria, in concorrenza con altre materie prime vegetali e non vegetali (polistirolo, lana di roccia, lana di vetro).
  • ci siamo convinti che, per ragioni economiche, ambientali e di flessibilità organizzativa della filiera, occorre arrivare a macchine che consentano anche di mantenere alle aziende agricole almeno una parte del plusvalore della prima trasformazione.

Nel 2006 Assocanapa ha completato con successo la costruzione di un primo prototipo di sfibratrice e di un primo prototipo di macchina pulitrice, per migliorare la separazione della fibra dal canapulo e si è pertanto trovata in possesso dei requisiti strutturali per presentare all'Assessorato Regionale all'Agricoltura domanda di riconoscimento come primo trasformatore/collettore di paglia di canapa ai sensi della normativa UE. Il riconoscimento è stato rilasciato nel luglio 2006. Il conseguimento di tale autorizzazione ha consentito ad Assocanapa per l'annata agraria 2006 di stipulare direttamente con gli agricoltori contratti di coltivazione/conferimento.
Essendo il potenziale di lavoro del primo prototipo limitato a circa 1 q/ora, per fornire i quantitativi di materie prime di canapa richiesti dalle industrie era necessario passare alla prima trasformazione della canapa su grande scala e con macchinari a norme.
Non disponendo Assocanapa di risorse finanziarie sufficienti, si è richiesto alla Regione Piemonte di finanziare con i fondi della ricerca la costruzione di un nuovo prototipo.
La Regione a fine 2008 ha assegnato un contributo pari all’incirca alla metà della spesa preventivata. Con tale contributo Assocanapa , con la collaborazione del CNR IMAMOTER e della ditta GI.DE.AL. srl ha costruito un secondo prototipo, brevettato nel 2010 e attualmente in fase di sviluppo industriale, per la produzione in serie.

Già il primo prototipo tuttavia consentendo di fornire alle industrie, a cura e spese di Assocanapa, di quantitativi anche consistenti di fibra di canapa e di canapulo per le sperimentazioni, ha portato i primi frutti concreti per cui, accanto ad una modesta ma ormai costante richiesta di pannelli isolanti in fibra di canapa, sono pervenute richieste di fornitura di quantitativi interessanti sotto il profilo industriale di:
  • canapulo non depolverato per la realizzazione di intonaci
  • canapulo non depolverato per la fabbricazione di lettiere per piccoli animali (specie gatti) e di pellet di qualità
  • canapulo ridotto in piccole pezzature per insufflaggio nelle murature esistenti
  • canapulo depolverato ad uso lettiere per cavalli
  • canapulo ridotto in pezzature da 350 micron, per la realizzazione di pannelli rigidi per auto.
Altre sperimentazioni/ricerche da parte di alcune industrie sono in corso ed è prevedibile che si aprano altri sbocchi (pannelli rigidi per mobili, rinforzo delle plastiche, altri materiali per l'edilizia, cartario e simili).
Senza voler alimentare facili entusiasmi, è dunque evidente che esistono oggi i presupposti per lo sviluppo di una filiera, soprattutto se l'uso del pannello di canapa come isolante sarà incentivato sia con misure di agevolazione, sia con la adeguata comunicazione dei benefici che l'impiego di materiali costruiti con prodotto agricolo locale può dare all'economia del sistema: citiamo a questo proposito il protocollo di intesa per l'impiego del pannello di canapa nell'isolamento degli edifici pubblici stipulato nel settembre 2005 dai comuni del Pianalto (province di Torino, Asti e Cuneo).
Aggiungiamo che le crisi energetiche ormai ricorrenti a causa del caro petrolio e dei problemi per l'approvvigionamento di gas metano e la necessità di produrre energie pulite (protocollo di Kyoto) riportano ciclicamente l'attenzione sulla canapa per la produzione di pellet e come biomassa, aspetto che abbiamo fino ad oggi lasciato in disparte apparendo economicamente più convenienti altri prodotti agricoli, alcuni dei quali sarebbero tuttavia di recente risultati meno adatti sotto l’aspetto ambientale.