ATTIVITA' ASSOCANAPA S.R.L.


L'azione di Assocanapa dal 1998 ad oggi

Dal 1998 Assocanapa opera con le sole forze dei suoi associati, per la reintroduzione della coltivazione della canapa in Italia e per individuare nuove strade per l'impiego della stessa come materia prima per industrie importanti (da quella delle costruzioni a quella dell'auto, dall'industria tessile, al pellet, al cartario).
Detto in sintesi, per nostro interessamento e/o con la nostra collaborazione si sono fatti questi passi:
  • l'individuazione da parte del MIPAF, d'intesa con la Direzione Centrale Antidroga del Ministero dell'Interno e il Ministero della Salute, delle procedure da seguire per rendere lecita la coltivazione della canapa e le Circolari ministeriali che si sono susseguite in materia.
  • lo sviluppo di coltivazioni limitate, in alcune regioni italiane (Piemonte, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania), con una media annuale di circa 200 ha
  • il riconoscimento da parte dell'AGEA, ai sensi e per gli effetti della normativa comunitaria, delle ditte KEFI s.p.a. di Guastalla e Agricola Arna di Civitella d'Arna (Perugia) come primi trasformatori autorizzati.
  • l'impulso all'ISCI di Bologna (Istituto Sperimentale Colture Industriali del MIPAF), al reperimento, anche con materiali forniti da nostri associati, delle vecchie varietà di canapa italiane ancora esistenti (tutte dioiche) e la produzione di nuove varietà dioiche e monoiche, per l'adattamento della pianta alle esigenze delle lavorazioni su scala industriale.
  • alcune sperimentazioni di coltivazione connesse ad impiego produttivo (in Piemonte province di Torino, Asti e Cuneo ed in Emilia Romagna) limitate, ma che sono poi proseguite in attività che hanno già creato o promettono sviluppo e che hanno evidenziato/confermato i vantaggi agronomici della coltivazione (non richiede diserbanti, può non richiedere fertilizzanti, non richiede irrigazioni se seminata presto, migliora i terreni).
  • numerose iniziative finalizzate alla conoscenza delle possibilità produttive offerte dalla canapa, realizzate prevalentemente nelle Regioni del Centro e Nord dell'Italia.
  • incontri tra le associazioni di produttori/trasformatori di canapa europei (francesi, tedeschi, spagnoli, inglesi, italiani).
  • l'ISCI (Istituto Sperimentale per le Colture Industriali) del Ministero dell'Agricoltura ha concesso alla nostra Associazione il diritto di riproduzione delle varietà italiane Carmagnola e C.S. (Carmagnola Selezionata), in anni in cui tale concessione non poteva essere sfruttata economicamente in mancanza di macchine per la raccolta della semente e di un mercato delle materie prime di canapa che richiedesse semine consistenti.

La nascita di Assocanapa srl - La coltivazione e lavorazione della canapa in Piemonte

A fronte delle previsioni europee di incremento esponenziale del consumo di fibre naturali in Europa e dell'inerzia dell'industria, che acquista quantitativi sempre crescenti di fibre vegetali dai paesi in via di sviluppo e che, nonostante i solleciti nostri e delle istituzioni pubbliche, si è dimostrata assolutamente non disposta ad investire nella prima trasformazione del prodotto coltivato in Italia e per cercare di superare il gap tecnologico causato dal fatto che la coltivazione della canapa nel nostro paese è rimasta interrotta per circa 50 anni, alcuni dei nostri associati hanno dato vita a fine 2002 ad Assocanapa s.r.l., per disporre di un soggetto che potesse operare nella realtà produttiva e in particolare da un lato per riprodurre in Italia le varietà italiane recuperate o prodotte ex novo ed inserite nell'elenco delle varietà coltivabili nell'UE, dall'altro lato per cercare di costruire macchine in grado di fornire almeno la fibra "tecnica", anche se non abbiamo mai dimenticato l'impiego più nobile della canapa, quello tessile, in ciò sollecitati dal continuo interesse manifestato dalle maggiori marche italiane per tessuti di canapa di produzione italiana.

Nel perseguimento degli obiettivi indicati sopra, nel 2003 Assocanapa srl ha ottenuto dalla Regione Piemonte l'autorizzazione ad operare come ditta sementiera e nel 2005, con alcuni contratti di coltivazione e grazie anche ad una mietitrebbia con battitore e testata modificati per la raccolta del seme di canapa nel contesto di un progetto realizzato con il contributo della Regione Toscana, è riuscita per la prima volta ad ottenere in Piemonte un quantitativo significativo di semente della varietà Carmagnola (che fino ad oggi continua a dimostrarsi la varietà più adattabile e con maggiore resa in bacchetta).

Mentre lavorava sul recupero e la raccolta del seme di canapa, Assocanapa srl ha in contemporanea lavorato anche alla costruzione di prototipi di macchine che fossero in grado di ottenere una prima separazione della fibra dal canapulo con costi di investimento alla portata dei contoterzisti o di grandi aziende agricole o di gruppi di agricoltori associati.
Siamo stati "costretti" ad occuparci degli aspetti della meccanizzazione della lavorazione, indispensabili per la costruzione della filiera perché:
  • in Italia esistevano soltanto due impianti in grado di separare fibra dal canapulo per la fabbricazione di pannelli isolanti: uno si trova a Guastalla (Reggio Emilia), che è funzionalmente connesso ad un modernissimo impianto di fabbricazione di pannelli; il secondo si trova a Caserta.
  • il far viaggiare una materia povera come le rotoballe di bacchetta di canapa verso un impianto lontano è antieconomico e scorretto sotto il profilo ambientale.
  • il preventivo per la fornitura di una sfibratrice della potenzialità di 20 quintali/ora (che potrebbe servire una coltivazione all'incirca di 1.000 ettari) presentatoci da primaria ditta italiana, ammontando a quasi 1 milione di euro, costituiva un deterrente insormontabile all'avvio della prima trasformazione in un momento in cui ancora non era possibile stimare con buona approssimazione le potenzialità della canapa come materia prima naturale per l'industria, in concorrenza con altre materie prime vegetali e non vegetali (polistirolo, lana di roccia, lana di vetro).
  • ci siamo convinti che, per ragioni economiche, ambientali e di flessibilità organizzativa della filiera, occorre arrivare a macchine che, consentendo la sfibratura delle rotoballe nelle aziende agricole, consentano anche di mantenere almeno una parte del plusvalore della prima trasformazione alle stesse.
  • di recente Assocanapa srl ha completato con successo la costruzione di un primo prototipo di sfibratrice e di un primo prototipo di macchina pulitrice, per migliorare la separazione della fibra dal canapulo e si è pertanto trovata in possesso dei requisiti strutturali per presentare all'Assessorato Regionale all'Agricoltura domanda di riconoscimento come primo trasformatore/collettore di paglia di canapa ai sensi della normativa UE. Il riconoscimento è stato rilasciato nel luglio 2006.
Il conseguimento di tale autorizzazione ha consentito ad Assocanapa srl per l'annata agraria 2006 di stipulare direttamente con gli agricoltori contratti di coltivazione/conferimento.
Sussistono tuttavia ancora difficoltà ad attuare la prima trasformazione della canapa su grande scala, essendo indispensabile arrivare alla messa a norma dei prototipi sviluppati.
Non disponendo Assocanapa srl di risorse finanziarie sufficienti, si è richiesto alla Regione Piemonte di finanziare con i fondi della ricerca la messa a norme dei prototipi costruiti.
La Regione ha aderito alla richiesta ed è in corso la presentazione della richiesta.

La fornitura alle industrie, a cura e spese di Assocanapa srl, di quantitativi anche consistenti di fibra di canapa e di canapulo per le sperimentazioni, ha intanto portato i primi frutti concreti per cui, accanto ad una modesta ma ormai costante richiesta di pannelli isolanti in fibra di canapa, sono pervenute richieste di fornitura di quantitativi interessanti sotto il profilo industriale di:
  • canapulo non depolverato per la fabbricazione di lettiere per piccoli animali (specie gatti) e di pellet di qualità
  • canapulo depolverato ad uso lettiere per cavalli
  • canapulo ridotto in pezzature da 350 micron , per la realizzazione di pannelli per auto
Altre sperimentazioni/ricerche da parte di alcune industrie sono ancora in corso ed è prevedibile che si aprano altri sbocchi (pannelli rigidi per mobili, materiali per l'edilizia e simili).
Senza voler alimentare facili entusiasmi, è dunque evidente che esistono oggi i presupposti per lo sviluppo di una filiera, soprattutto se l'uso del pannello di canapa come isolante sarà incentivato sia con misure di agevolazione, sia con la adeguata comunicazione dei benefici che l'impiego di materiali costruiti con prodotto agricolo locale può dare all'economia del sistema: citiamo a questo proposito il protocollo di intesa per l'impiego del pannello di canapa nell'isolamento degli edifici pubblici stipulato nel settembre 2005 dai comuni del Pianalto (province di Torino, Asti e Cuneo).
Aggiungiamo che le crisi energetiche ormai ricorrenti a causa del caro petrolio e dei problemi per l'approvvigionamento di gas metano e la necessità di produrre energie pulite (protocollo di Kyoto) hanno riportato prepotentemente l'attenzione sulla canapa per la produzione di pellet e come biomassa, aspetto che avevamo fino ad oggi lasciato in disparte apparendo economicamente più convenienti altri prodotti agricoli, alcuni dei quali sarebbero tuttavia di recente risultati meno adatti sotto il profilo ambientale.

Per maggiori dettagli sulla partecipazione di Assocanapa srl all'Azione Pilota avviata dall'ARSIA della Regione Toscana per lo sviluppo della filiera della canapa tessile si rinvia alla sezione apposita (in costruzione).