Coltivazioni da seme.
Per le coltivazioni da seme (per semine e per uso alimentare) oggi non si pongono particolari difficoltà, salvo disporre di una mietitrebbia adeguata per la raccolta e di un essiccatoio tipo Scolari per asciugarlo, subito dopo raccolto.
Assocanapa srl, in un progetto di ricerca finanziato dall’ARSIA della Regione Toscana ha adattato una mietitrebbia per la raccolta del seme di canapa delle varietà italiane (altezza delle piante mt. 3,5/4 e oltre) ed ha messo a punto tecniche di coltivazione e di cimatura per agevolare la raccolta del seme.
Per la produzione di seme a solo uso alimentare possono essere più convenienti le varietà monoiche (vedere sezione botanica) perché producono più seme. C’è però l’inconveniente che oggi si trova sul mercato europeo soltanto seme di varietà monoiche francesi, poco adatte al clima italiano. Sono in fase di iscrizione nel Registro europeo delle sementi anche varietà monoiche italiane. Le varietà monoiche francesi producono più seme e meno biomassa (nei climi italiani arivano a 2.5/3 metri).
Coltivazioni da fibra tecnica/canapulo
Per la prima trasformazione degli steli di canapa (detti nella normativa europea “paglie di canapa”) confezionati in rotoballe o balle quadrate, esistono oggi in Italia soltanto due impianti, uno ad Alife (Caserta) e uno a Carmagnola (Torino).
Assocanapa ha brevettato nel maggio 2010 un prototipo di sfibratrice denominata GD1 più compatto, del tutto innovativo nella lavorazione.
Un impianto di prima trasformazione come quelli realizzati in Germania (costituito dall’assemblaggio con modifiche di macchinari costruiti per la stigliatura del lino) può trattare il raccolto di 1000/1.200 ha, costa circa 3 milioni di euro compreso l’immobile in cui deve essere collocato e dà una resa economicamente soddisfacente.
Assocanapa insieme al CNR IMAMOTER ha brevettato nel maggio 2010 un prototipo di macchinario per la prima trasformazione delle paglie di canapa costruito ex novo per la canapa, più compatto (circa 14 metri di sviluppo orizzontale, più semplice ed innovativo, che può trattare il prodotto di circa 400/500 ha di canapa di varietà italiane e costa circa 300 mila euro, a cui sono da aggiungere una pressa da fibra (per balle quadrate) e un trattore da 120/130 CV.
Il prototipo, alla cui realizzazione ha contributo l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, ha cominciato a lavorare a fine settembre con risultati gestionali soddisfacenti. Contribuirà a favorire la diffusione della coltivazione in diverse zone d’Italia, per il consumo sul posto perlomeno del canapulo.
La collocazione dell’impianto sotto una tettoia o in un capannone, oltre a riparare dalle intemperie, può consentire di attuare un sistema di aspirazione delle polveri prodotte dalla lavorazione.
Coltivazioni da fibra tessile
La coltivazione della canapa in Italia per ricavarne fibra per usi tessili oggi è difficile. Infatti per stigliare, pettinare e filare la fibra di canapa vengono utilizzati i macchinari costruiti per il lino, opportunamente adattati, che trattano steli e fibra della lunghezza di circa 1 metro (altezza media della pianta di lino). Si rende quindi necessario costruire appositi macchinari idonei alla raccolta in campo e alla prima trasformazione della canapa per uso tessile.
La tecnica agronomica di adattare la canapa alle dimensioni del lino, sperimentata in anni passati nella zona di Comacchio non ha dato i risultati sperati, a causa soprattutto dell’eccessiva riduzione della produzione vegetale. D’altro canto sono ancora necessarie ricerche di tipo industriale per arrivare alla macerazione in acqua ed asciugatura delle rotoballe.

