Carta, cartoni, pannolini
Fino a fine Ottocento dal 75 al 90 per cento della carta era fatta di canapa (prodotta riciclando gli stracci). La carta di canapa ha durata ultramillenaria, sono in carta di pura canapa i libri stampati più antichi del mondo. INSERIRE FOTO 46Oggi il 93 per cento della carta è ricavata dal legno degli alberi (pasta di cellulosa di pioppo e di pino) e deve subire pesanti trattamenti chimici per essere sbiancata.
La pasta di cellulosa di canapa viene ancora usata per le carte più pregiate, come le cartine delle sigarette e la carta moneta.
Importanti ricerche eseguite in Italia negli anni ’70 indicavano la canapa come una delle principali fibre per produrre carta.
Per la produzione di carta l’Italia importa oggi poco meno di 1 milione di tonnellate di pasta di cellulosa da alberi mentre per la produzione di pannolini e pannoloni l’importazione di pasta di cellulosa arriva a 1,2 milioni di tonnellate.
Plastica
La cellulosa è un polimero organico biodegradabile.
Le prime materie plastiche, chiamate celluloide, vennero prodotte in America da cellulosa di cotone.
Oggi la materia prima per la produzione di nylon ed altri polimeri sintetici (plastiche di ogni genere) è il catrame, risorsa fossile non biodegradabile.
Plastiche sintetiche e plastiche organiche hanno la medesima utilizzazione finale. La differenza sta nella scelta della materia prima, nell’impatto ambientale dei processi di lavorazione, nella possibilità di smaltimento.
Negli ultimi anni si è diffuso, per la produzione di plastica biodegradabile, l’impiego di polimeri organici ricavati soprattutto dal mais.
La canapa, grazie alla sua elevata produzione di cellulosa, può essere utilizzata come materia prima per la produzione di plastiche.
Sono già stati realizzati in plastica di canapa particolari di serie per alcune automobili (specchietti retrovisori) e sono in sperimentazione vasi e supporti per l’agricoltura.
Solventi, oli lubrificanti, oli combustibili
Con estrazione chimica si ottiene dal seme di canapa un 25 per cento circa di olio ad uso industriale, molto utilizzato prima dell’avvento dei solventi chimici di sintesi (tossici).Nel 1935 negli USA furono usate 58mila tonnellate di semi di canapa per tinte e vernici. Nel ‘700 a Genova si impiegava, in alternativa all’olio di lino, olio di seme di canapa nella tinteggiatura degli esterni degli edifici, per migliorare la resistenza alla salsedine.
Fino all’Ottocento l’olio di semi di canapa fu il più usato nel mondo per l’illuminazione, da allora e fino al 1870 fu superato dall’olio di balena e poi dal petrolio.
Nel 1941 Ford presentò un’auto con carrozzeria in fibra vegetale, fra cui canapa. La plastica ricavata da queste fibre poteva sopportare urti 10 volte più forti dell’acciaio. Il peso totale del veicolo era circa 2/3 di quello di un’auto normale. Ford aveva anche progettato di rifornire i suoi veicoli con carburante ricavato da vegetali ma fu ostacolato prima dalla proibizione dell’alcool, poi dalla proibizione della canapa. Così, per alimentare i veicoli venne usato il petrolio.
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